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Ciò che la risoluzione del Parlamento europeo significa per MDR e IVDR

La risoluzione rappresenta un'intenzione giuridica non vincolante per considerare ulteriori cambiamenti.

Pubblicato il:
2 dicembre 2024

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su MPO.

Di recente, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione per rivedere elementi chiave del Regolamento sui dispositivi medici (MDR) e del Regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVDR), con l'obiettivo di affrontare le sfide attuali in vista della scadenza di attuazione del 2025. La risoluzione mira a migliorare l'accesso dei pazienti a dispositivi medici critici, semplificando al contempo le procedure normative.

Elaborata da diversi gruppi politici, tra cui PPE, S&D, ECR, Renew Europe e Verts/ALE, la risoluzione esprime un orientamento politico non vincolante a considerare ulteriori modifiche. Tuttavia, l'autorità decisionale finale spetta alla Commissione Europea: ciò significa che il futuro di questi regolamenti continuerà a evolversi.

Gli elementi chiave

La risoluzione delinea diverse proposte chiave volte a migliorare il panorama regolatorio dei dispositivi medici e della diagnostica in vitro. Tra queste figurano la riduzione dei colli di bottiglia nei processi di certificazione per garantire la costante disponibilità di prodotti critici, l'introduzione di procedure di approvazione accelerate per le tecnologie innovative — in particolare per i dispositivi orfani e pediatrici — e il rafforzamento della trasparenza e della coerenza tra gli organismi notificati.

Il documento punta inoltre a sostenere le piccole e medie imprese (PMI) riducendo gli oneri amministrativi, e a rafforzare la governance per garantire un sistema più efficiente e sostenibile, a tutto vantaggio della salute dei pazienti.

Sebbene queste modifiche appaiano promettenti, la domanda rimane: che cosa implicano esattamente per l'MDR e l'IVDR? E perché, a pochi anni dall'entrata in vigore dei regolamenti nel 2017, si avverte la necessità "urgente" di rivederli? La risoluzione riflette il persistere di forti preoccupazioni in merito ai colli di bottiglia della certificazione, all'ostacolo all'innovazione e alle difficoltà di accesso al mercato, problemi che continuano a presentarsi a dispetto delle intenzioni originarie dei regolamenti.

Comprendere la risoluzione

Per comprendere appieno le ragioni alla base della recente risoluzione volta a rivedere il Regolamento sui dispositivi medici (MDR) e il Regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro (IVDR), è necessario ripercorrere la storia di questi testi normativi. Introdotti in origine per rafforzare la sicurezza dei pazienti, la trasparenza e gli standard di prestazione clinica, l'MDR e l'IVDR miravano a migliorare gli esiti clinici per i pazienti, promuovendo al contempo l'innovazione nei settori dei dispositivi medici e della diagnostica in vitro. La necessità di una riforma è emersa chiaramente in seguito a incidenti di grande risonanza, come lo scandalo delle protesi mammarie, che ha messo in luce i rischi legati a dispositivi medici insufficientemente regolamentati ai sensi delle vecchie direttive UE. Tali criticità hanno spinto verso una profonda revisione del quadro normativo, per dare vita a un sistema più sicuro e trasparente, capace di armonizzare gli standard in tutta Europa, allinearsi ai benchmark internazionali e garantire i massimi livelli di sicurezza.

Le prime versioni "consolidate" di MDR e IVDR sono state pubblicate nel 2014 e, a distanza di oltre un decennio, sono ancora oggetto di dibattito. Fin dall'inizio, le attività ufficiali della Commissione Europea, in particolare attraverso il Gruppo di coordinamento per i dispositivi medici (MDCG), si sono concentrate sulla valutazione e, se necessario, sul perfezionamento o sull'adattamento di tali norme. Sono state pubblicate numerose linee guida di fondamentale importanza per supportare i fabbricanti, gli altri operatori economici e gli organismi notificati nell'interpretazione dei requisiti previsti da MDR e IVDR. Negli anni, la Commissione Europea ha lavorato alacremente per adattare il vecchio sistema a questi nuovi standard e agevolare la gestione delle complessità legate ai requisiti aggiornati.

Non vi è nulla di intrinsecamente sbagliato nel rivalutare periodicamente i regolamenti, ed è esattamente ciò che sta accadendo. Nell'ambito di un processo formale condotto dal Gruppo di coordinamento per i dispositivi medici (MDCG), la Commissione Europea ha annunciato la propria strategia per la futura valutazione di MDR e IVDR: la risoluzione del Parlamento può quindi essere letta anche come un commento politico a tale iniziativa.

Cosa manca oggi ai fabbricanti per conformarsi appieno a MDR e IVDR?

Le raccomandazioni generali contenute nella recente risoluzione non definiscono chiaramente quali modifiche specifiche siano necessarie, per quali ragioni o chi debba farsi carico della loro implementazione. Naturalmente, una rivalutazione periodica è sempre utile — un concetto con cui i fabbricanti di dispositivi medici hanno già familiarità attraverso i processi di rivalutazione. Tuttavia, la risoluzione non propone nuove misure concrete, né aggiornamenti di dettaglio a sezioni specifiche dei regolamenti o soluzioni pratiche.

Alcune categorie di dispositivi, come i dispositivi orfani o pediatrici citati nella risoluzione, potrebbero non essere ancora adeguatamente disciplinate dall'attuale quadro regolatorio e beneficerebbero di procedure di approvazione dedicate o di canali di accesso prioritario al mercato (fast-track). Se la risoluzione intende colmare queste lacune, va accolta come un utile stimolo per la Commissione Europea affinché si concentri su tali ambiti, garantendo che i prodotti innovativi raggiungano il mercato in modo più semplice ed efficiente.

La risoluzione potrebbe inoltre servire da sprone per i gruppi di lavoro interni alla Commissione Europea affinché diano priorità a questioni cruciali per la cura dei pazienti, in particolare per quanto riguarda i dispositivi basati su tecnologie innovative e salvavita. Tutti desideriamo avere accesso a tali strumenti nel momento del bisogno, e l'obiettivo generale è proprio prevenire la carenza di prodotti essenziali, pur garantendo il massimo rispetto degli standard di sicurezza. Ad ogni modo, l'accesso all'innovazione non deve mai andare a scapito della sicurezza dei pazienti.

Ciò premesso, è fondamentale comprendere che questa risoluzione non deve essere interpretata come un invito a intavolare discussioni che potrebbero causare ulteriori ritardi, né come il segnale di gravi criticità irrisolte nel quadro regolatorio dell'Unione Europea. Al contrario, la maggior parte delle problematiche è già stata affrontata grazie alla pubblicazione di apposite linee guida, e gli organismi notificati dispongono ormai di una capacità sufficiente per supportare i fabbricanti in modo efficace e flessibile.

Quale futuro per MDR/IVDR?

Considerato il vasto lavoro preparatorio già svolto dalla Commissione Europea in merito a MDR e IVDR, resta da vedere se questa nuova risoluzione porterà a modifiche sostanziali e rapide dei regolamenti. La tempistica estremamente ambiziosa di 100 giorni, che punta a implementare cambiamenti concreti entro l'inizio del 2025, potrebbe rivelarsi eccessivamente ottimista, vista la complessità dei temi e la natura sfumata delle modifiche proposte. La storia di MDR e IVDR dimostra del resto che qualsiasi variazione normativa di rilievo richiede tempo, valutazioni approfondite e il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder.

Questa risoluzione non va intesa semplicemente come una richiesta di soluzioni rapide, bensì come un richiamo sull'importanza di una revisione equilibrata e ponderata dell'intero impianto regolatorio dei dispositivi medici. Promuovendo soluzioni flessibili, specialmente per le categorie di dispositivi più complesse e meno rappresentate, il testo incoraggia i legislatori e gli operatori del settore a collaborare per tracciare un percorso sostenibile che mantenga la cura del paziente al centro di ogni decisione.

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